autonomia.gif (15479 byte) csanuoro1.gif (6233 byte) autonomia.gif (1268 byte)

 

LE NUOVE RESPONSABILITA'

La progettazione e il consenso

Le componenti scolastiche

Il quadro delle azioni

Il dirigente scolastico

Gli insegnanti

Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo

I genitori e gli studenti

Il Consiglio di Circolo o di Istituto

La progettazione e il consenso

Il Piano dell'offerta formativa è "il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia". Non è da oggi che la società chiede alla scuola di rendere esplicite le proprie scelte formative. Le norme riguardanti la "carta dei servizi" prevedono già che la scuola elabori un Progetto educativo d'istituto. Esso è il documento che "contiene le scelte educative ed organizzative delle risorse e costituisce un impegno per l'intera comunità scolastica. Integrato dal regolamento d'istituto, definisce, in modo razionale e produttivo il piano organizzativo in funzione delle proposte culturali, delle scelte educative e degli obiettivi formativi elaborati dai competenti organi della scuola".
L'esigenza di progettare un più generale Piano dell'offerta formativa che prenda atto dei bisogni formativi del territorio e tenga conto delle condizioni di erogazione del servizio e delle risorse disponibili deriva alle scuole dalle nuove funzioni che l'autonomia scolastica ha attribuito loro. Le istituzioni scolastiche possono infatti compiere adesso scelte che investono la determinazione di alcune "quote" del curricolo e all'uso degli strumenti di flessibilità su tutte le "quote" del medesimo curricolo. Si tratta, come è evidente, di un compito molto più complesso per il quale, non a caso, sono previsti il coinvolgimento, la partecipazione e la responsabilità di tutte le componenti scolastiche.
Ogni istituto individua di volta in volta gli obiettivi formativi e gli strumenti per raggiungerli, definisce le procedure di autovalutazione e di verifica interna in modo da essere sempre pronto a rendere conto delle ragioni delle proprie scelte; indica tempi, criteri e modalità di tali azioni anche per la successiva attività di monitoraggio interna ed esterna.
La scuola esprime la propria identità non soltanto nei contenuti del Piano, ma anche attraverso i modi di partecipazione dei soggetti interessati e i meccanismi di progettazione. La condivisione assume perciò un rilievo del tutto particolare per la qualità del Piano dell'offerta formativa. Un progetto elaborato a tavolino da un piccolo gruppo di innovatori che riesce a farlo approvare "per il rotto della cuffia" - con un minimo scarto di voti, magari per la stanchezza degli organi collegiali chiamati a decidere - ha scarse probabilità di essere poi realizzato davvero: in questo modo la scuola non crea le condizioni per vedere avanzare il proprio livello complessivo.


Le componenti scolastiche
Il consenso si costruisce mediante procedure trasparenti di coinvolgimento di tutte le componenti interessate, di positivo confronto in caso di contrasti e, infine, di decisione.


Il quadro delle azioni

AZIONE SOGGETTO SUPPORTO
Verifica dei bisogni Collegio dei docenti
  • Enti locali
  • Associazioni di industriali, commercianti, artigiani
  • Centri di ricerca sul sociale
  • Genitori, studenti
Indirizzi generali Consiglio d'istituto
  • Enti locali
  • Associazioni di industriali, commercianti, artigiani
  • Centri di ricerca sul sociale
  • Tutte le componenti scolastiche
Proposte e pareri Genitori e studenti
  • Associazioni e organizzazioni
Elaborazione e formulazione Collegio dei docenti INTERNO:
  • Personale ATA attraverso le sue articolazioni

ESTERNO:

  • Nulei di supporto anche attraverso il coordinamento con
    • Associazioni professionali e
        disciplinari
    • Agenzie formative, etc.
Regia e gestione dei rapporti interni ed esterni Dirigente scolastico INTERNA:
  • Personale ATA

ESTERNA:

  • Centri di servizio territoriali
  • Enti locali
  • Imprese, parti sociali,...
  • Coordinamento con
    • associazioni professionali e disciplinari
    • agenzie formative, ecc.
Approvazione Consiglio d'istituto Tutte le componenti
Responsabilità dei risultati Dirigente scolastico
  • Soggetti esterni

Il contributo dell'intera comunità scolastica è determinante per rendere il Piano dell'offerta formativa un effettivo strumento di crescita qualitativa dell'istituto. Ciascuna componente svolge una funzione che deve trovare un terreno favorevole di promozione e di valorizzazione.

Il dirigente scolastico
Nel processo di costruzione del Piano dell'offerta formativa si afferma il nuovo ruolo del dirigente scolastico. Titolare dei rapporti con le istituzioni che operano sul territorio, garante del sistema di regole negoziali, inserito nel confronto delle componenti della scuola ma anche al di fuori di esse, il dirigente scolastico è responsabile del raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Pianol . Assume perciò un ruolo di grande delicatezza nella rete di rapporti che si stabiliscono dentro e fuori la scuola: in questa rete svolge una funzione di regia e di coordinamento in cui possono esplicarsi le sue competenze professionali.

Gli insegnanti
La progettazione dell'offerta formativa apre nuovi spazi di creatività e di sviluppo professionale per i docenti (spazi garantiti, tra l'altro, anche dagli ultimi Contratti del Comparto scuola). Lavorare con creatività significa affrancare la didattica da una programmazione routinaria. Gli insegnanti diventano così protagonisti e responsabili di alcune scelte fondamentali:

  • definiscono il modo di organizzarsi più adeguato per la realizzazione degli obiettivi generali e specifici dell'azione didattica

  • finalizzano a questi obiettivi la gestione del tempo, gli adattamenti del calendario scolastico e l'articolazione dei gruppi di studenti

  • progettano la ricerca e la sperimentazione

  • attivano accordi di rete e realizzano eventuali scambi con i colleghi di altre scuole.

Il Regolamento affida al Collegio dei Docenti il ruolo di sintesi del lavoro di progettazione. Sono naturalmente i docenti a trovare le forme e i criteri più adeguati a organizzarsi per un verso secondo le modalità e gli obiettivi della progettazione e, per un altro, secondo le loro stesse tendenze e consuetudini. Non vi è dubbio tuttavia che una organizzazione per gruppi di progetto o per dipartimenti tematici (assai diversi dai più consueti dipartimenti disciplinari) deve tenere conto delle categorie in base alle quali viene strutturato il Piano dell'offerta formativa.

Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo

Nel lavoro di progettazione assume maggiori responsabilità anche il personale ausiliario, tecnico e amministrativo.
Indispensabile risulta infatti la sua partecipazione

  • nella definizione delle risorse umane necessarie per lo svolgimento delle attività progettate

  • nel collegamento

    • tra progetti e voci di bilancio

    • tra Piano e bilancio

    • tra spese impegnate e spese effettuate nella valutazione degli esiti.

Anche il personale ATA deve dunque trovare nuove forme di organizzazione interna e di espressione della propria volontà in una positiva interazione con le altre componenti per la realizzazione dei vari progetti.

I genitori e gli studenti

Nella elaborazione del piano assume una funzione decisiva la partecipazione consapevole di studenti e famiglie. Genitori e studenti esprimono esigenze, aspettative e proposte (delle quali il Piano deve tenere conto) e costituiscono anche il necessario raccordo tra realtà "interna" della scuola e territorio. La loro partecipazione all'elaborazione del Piano dell'offerta formativa è libera nelle forme (in quanto può esprimersi attraverso organismi e associazioni anche di fatto e ciò consente a genitori e studenti di organizzarsi come meglio credono), ma necessaria ed espressamente richiesta dalle norme. L'efficacia dell'offerta formativa, la sua capacità di diversificarsi in base alle inclinazioni di ciascuno studente, il "clima", l'armonia e il buon funzionamento di ogni istituzione scolastica dipendono in buona misura dal modo in cui gli studenti e le famiglie si collocano all'interno dei processi che portano alle decisioni.
Nella comunicazione del Piano dell'Offerta formativa è previsto un preciso obbligo di informazione da parte delle scuole nei confronti delle famiglie e degli studenti. Questo significa che il Piano diventa lo strumento contrattuale del patto formativo tra scuola e alunni. L'istituto deve farlo conoscere al momento delle iscrizioni, ma è suo interesse diffonderlo già prima, nella fase in cui i ragazzi scelgono la scuola che dovranno frequentare.
Si recupera così pienamente la centralità dello studente nel processo di insegnamento-apprendimento, con tutte le necessarie conseguenze in termini organizzativi, didattici ed educativi. La scuola dell'autonomia chiama i suoi soggetti a essere protagonisti con pari dignità, nella diversità di funzioni di ciascuno. L'educazione alla convivenza, alla democrazia, all'autonomia di giudizio e alla responsabilità - obiettivi fra i più alti del sistema di istruzione - passa attraverso la titolarità e il rispetto di diritti, doveri e regole da parte di tutti. La stessa funzione e l'autorevolezza dei docenti, all'interno del principio costituzionale della libertà di insegnamento, vengono riconosciute e ricostruite proprio attraverso il patto formativo con le ragazze e i ragazzi. Ecco i principali strumenti a supporto di questo patto:

  • il regolamento per l'apertura delle scuole ad attività promosse e gestite dagli studenti in orari extrascolastici (D.P.R. 10 ottobre 1996, n.567 modificato e integrato dal D.P.R. 9 aprile 1999, n.156 );

  • il ruolo delle Consulte provinciali degli studenti e delle associazioni studentesche;

  • lo Statuto delle studentesse e degli studenti (D.P.R. 29/5/98 n. 249) attraverso il quale lo studente (che ne deve ricevere una copia) acquisisce il riconoscimento di un vero e proprio status giuridico.

 

Il Consiglio di Circolo o di Istituto

Il compito della approvazione finale del Piano è affidato al Consiglio di Circolo o di Istituto. Come si è visto, infatti, la progettazione dell'offerta formativa contiene in sé gli elementi relativi all'uso delle risorse umane e finanziarie. È chiaro quindi che la sua definitiva adozione da parte della scuola deve vedere il formale intervento dell'organo che ne approva il bilancio. Da questo punto di vista, l'effettivo impiego di tutte le risorse costituisce un prezioso e significativo indicatore di qualità del processo di realizzazione del Piano dell'offerta formativa.