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Attraverso il Piano dell'offerta
formativa l'autonomia costruisce le condizioni giuridiche, organizzative,
professionali e di relazione per rendere flessibile l'attività educativa e per
migliorarne così l'efficacia. l'articolazione modulare dell'orario annuale di ciascuna disciplina e
attività la definizione di unità di insegnamento non coincidenti con l'unità
oraria della lezione e l'utilizzazione degli spazi orari residui l'attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel rispetto
del principio generale dell'integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo, anche per
alunni in situazione di handicap l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa
o da diverse classi o da diversi anni di corso l'aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari. A queste si deve aggiungere la possibilità di realizzare compensazioni
tra discipline e attività della quota nazionale del curricolo e quella di decidere le
discipline e le attività di una parte del piano di studio obbligatorio. - accoglienza fasi di insegnamento intensivo seguite da altre di appoggio attività laboratoriali pluridisciplinari diminuzione del numero delle discipline mediante la concentrazione
del loro monte ore annuale in un solo quadrimestre. In tal modo l'anno scolastico non è più l'unica unità di misura per
programmare le fasi dell'insegnamento e dell'apprendimento. gruppi più grandi per le lezioni frontali gruppi più piccoli per le esercitazioni, il sostegno, il recupero,
l'approfondimento gruppi temporanei di livello e/o di riallineamento gruppi di laboratorio gruppi per le discipline opzionali gruppi per le discipline facoltative In tal modo la classe - che comunque non viene abolita e continua a
rispondere al principio dell'integrazione di ciascun alunno - non è più l'unità di
misura unica per organizzare i gruppi di apprendimento. Del sistema L'intero sistema di istruzione e formazione diviene più elastico per
mettere i giovani in condizione di costruire piani di studio pienamente aderenti ai loro
progetti di vita. agevolare, se necessario, il passaggio degli studenti dall'uno
all'altro degli indirizzi della scuola secondaria superiore (è il cosiddetto sistema
delle passerelle) organizzare percorsi anche integrati di istruzione e formazione - nel sistema dell'istruzione scolastica L'introduzione dell'obbligo formativo fino a diciotto anni ha infatti
modificato profondamente i rapporti tra istruzione e formazione professionale e, per
questo motivo, anche quelli tra le scuole e i Servizi per l'impiego (i quali ultimi hanno
di recente sostituito i vecchi Uffici di collocamento). percorsi con integrazione curricolare realizzati sulla base di
accordi con le Regioni e le Province, eventualmente personalizzati in relazione ad azioni,
progetti o accordi internazionali, in esito ai quali si consegue il diploma di istruzione
secondaria superiore e una qualifica professionale. La realizzazione di questa tipologia
di percorsi è consentita dal comma 5 dell'art. 8 del Regolamento dell'Autonomia; percorsi con arricchimento curricolare, realizzati cioè con
l'aggiunta al curricolo di discipline e attività facoltative. Anche questa tipologia di
percorsi richiede accordi con le Regioni e gli Enti locali e si avvale del supporto
normativo del regolamento dell'Autonomia,
in particolare del comma 2 dell'art. 9. In esito a questi percorsi si consegue il diploma
di istruzione secondaria superiore e la certificazione di crediti spendibili nella
formazione professionale. Anche con questo tipo di integrazione la flessibilità del sistema
consente di rispondere con efficacia ai problemi - diversi tra loro, ma ugualmente
importanti - posti dal sostegno alle difficoltà e dalla promozione delle eccellenze. Per affrontare le
difficoltà Nel Piano dell'offerta formativa
ciascuna scuola mette a punto e descrive gli strumenti di flessibilità interna ed esterna
destinati a rispondere alle difficoltà di apprendimento o ad altri disagi degli alunni.
Le scuole possono così organizzare, tra l'altro, nel normale orario curricolare moduli di allineamento, paralleli a quelli delle varie classi,
indirizzati a piccoli gruppi nei quali gli allievi, oltre a proseguire il normale
programma di studio, sono guidati a lavorare sulle carenze individuali discipline e attività nelle quali gli alunni possono ottimizzare
l'uso delle proprie capacità moduli di passaggio da un indirizzo a un altro della scuola superiore
moduli di passaggio dal sistema di istruzione a quello della
formazione professionale moduli di riallineamento per chi rientra nel sistema di istruzione.
La flessibilità consente infatti di articolare il rapporto tra chi insegna e chi impara
in forme non rigide e, quindi, di modellare la didattica sui modi e sui tempi di
apprendimento dei giovani.
Tra le forme di flessibilità che le scuole possono adottare il Regolamento cita:
L'insieme dei meccanismi di flessibilità che ciascuna scuola può inserire nel suo Piano dell'offerta formativa, e in particolare
l'articolazione modulare del monte ore annuale delle discipline e dei gruppi di alunni,
consentono di rispondere alle esigenze dei singoli allievi con maggiore efficacia rispetto
al passato. I tempi dell'insegnamento possono essere infatti combinati per realizzare, tra
l'altro, all'interno del normale orario curricolare
- continuità
- orientamento e/o riorientamento
A loro volta i gruppi di alunni possono essere articolati per realizzare, tra l'altro,
all'interno del normale orario curricolare
L'innalzamento dell'obbligo di istruzione, l'introduzione dell'obbligo formativo a
diciotto anni e le nuove norme sulla formazione professionale e l'apprendistato hanno
infatti delineato un vero e proprio sistema formativo integrato.
Gli studenti delle scuole superiori possono così spaziare tra istruzione, formazione
professionale e mondo del lavoro componendo percorsi che realizzano le loro capacità e
attese.
In particolare, attraverso specifici interventi di orientamento e riorientamento, le
scuole possono
- nel sistema della formazione professionale di competenza regionale
- nell'esercizio dell'apprendistato.
Il D.P.R.
12 luglio 2000, n. 257 prevede infatti, in primo luogo, una azione coordinata tra
istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale e Servizi per l'impiego volta
a un'efficace opera di informazione e orientamento dei giovani. Inoltre esso stabilisce
che "le conoscenze, competenze e abilità acquisite nel sistema della formazione
professionale, nell'esercizio dell'apprendistato, per effetto dell'attività lavorativa o
per autoformazione, costituiscono crediti per l'accesso ai diversi anni dei corsi di
istruzione secondaria superiore".
I ragazzi in questo modo non perdono nulla di ciò che hanno capitalizzato nei loro
percorsi di apprendimento. Naturalmente queste conoscenze, competenze e abilità devono
ottenere di volta in volta il carattere ufficiale di veri e propri cre-diti. Per questo il
D.P.R.
257/2000 disciplina la loro valutazione da parte di "apposite commissioni
costituite, all'inizio di ciascun anno scolastico [...] presso le singole istituzioni
scolastiche interessate o reti delle medesime istituzioni. Le commissioni sono composte da
docenti designati dai rispettivi collegi dei docenti coadiuvate da esperti del mondo del
lavoro e della formazione professionale tratti da elenchi predisposti dall'amministrazione
regionale".
Con le nuove norme sull'obbligo formativo le scuole possono progettare percorsi formativi
integrati da realizzare in convenzione con agenzie di formazione professionale o con altri
soggetti, pubblici e privati, che abbiano le stesse caratteristiche. Si tratta di percorsi
destinati a potenziare le capacità di scelta degli alunni e a consentire i passaggi tra
il sistema di istruzione e quello della formazione professionale.
L'articolo 7 del D.P.R.
257/2000 definisce le tipologie fondamentali di questi percorsi integrati:
Per promuovere le
eccellenze
Nel Piano dell'offerta formativa ogni scuola definisce e illustra gli strumenti di flessibilità interna ed esterna destinati a promuovere il pieno sviluppo della personalità degli alunni e a valorizzarne le potenzialità. Le scuole possono così organizzare, tra l'altro, nel normale orario curricolare o nella quota facoltativa del curricolo
moduli di approfondimento per gruppi di eccellenza
moduli di riorientamento per la scoperta di specifiche vocazioni
discipline e attività destinate a costruire crediti formativi aggiuntivi.